Siamo arrivati a Lecce dopo le tappe in Grecia, secondo Paese del nostro lungo cammino fino a Capo Nord.
In Italia incontreremo molti amici, volontari e sostenitori che da anni sono al nostro fianco e che si sono subito attivati per questa iniziativa a sostegno delle bambine accolte in Casa Famiglia.
Marinella, Michele, Cetta, Daiana e Gaetano, Maria Chiara, Jacopo, Sara, Federica e tantissimi altri che hanno già organizzato, o lo faranno nelle prossime tappe, incontri e piccoli eventi per coinvolgere e sensibilizzare sempre più persone in questo nostro progetto di tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
«Appena arrivato in Italia sono stato accolto dalla bellezza e dal calore di Lecce. Città in cui ho incontrato alcuni dei nostri sostenitori che in questa occasione hanno deciso di adottare a distanza tre delle bimbe accolte in Casa famiglia. È stato un ottimo modo per cominciare la pedalata solidale in quello che è il secondo Paese che attraverserò in sella alla mia bicicletta. Perché faccio tutto questo? Proprio per coltivare le relazioni già esistenti e perché spero di crearne di nuove. In questi anni siamo stati costretti alla distanza, abbiamo dovuto rinunciare ai momenti di condivisione e di convivialità. Non ho potuto raccontare la fatica di questi due lunghi anni di lockdown in Casa Famiglia, le difficoltà delle bambine e delle ragazze, i nuovi arrivi e gli arrivederci. Far conoscere quello che giorno dopo giorno facciamo in Isla è uno dei miei obiettivi in questa campagna».
«Tante persone non conoscono la realtà in cui ci troviamo ad operare. Pensano che le Filippine siano un luogo di turismo e spensieratezza, in cui la gente vive alla giornata e con il sorriso sempre sulle labbra. In parte questo è vero, ma non tutte le città sono luoghi turistici e le disuguaglianze sociali ed economiche sono evidentissime tra le varie isole che compongono l’arcipelago filippino. Le bambine e ragazze che accogliamo non hanno nessuno che possa prendersi cura di loro o in molti casi sono state allontanate proprio dalle loro famiglie dopo pesantissimi traumi. L’estrema povertà porta a stili di vita per noi inimmaginabili e a disagi fortissimi».
«Molta gente ci ripete sempre che anche in Italia c’è molta povertà e che dovremmo fare qualcosa di più per gli italiani, ma le nostre esperienze e storie personali ci hanno fatto arrivare qui, più di 10 anni fa, e hanno smosso qualcosa dentro di noi. Non mi sono mai posto il problema della provenienza dei bambini che in questi anni abbiamo accolto, mi sono semplicemente trovato lì e ho deciso di fare qualcosa e vorrei che questo viaggio potesse far capire che la solidarietà non ha nazionalità o prossimità, che sostenere qualcuno è un atto spontaneo di generosità. Credo nella bontà della gente e l’affetto che sto trovando tappa dopo tappa mi dimostra ogni giorno che non sto sbagliando!».
Radio Cusano Campus intervista Francesco!
Di sesguito il racconto in diretta della pedalata solidale Go Isla Go! Gli obiettivi ed i sogni legati a questa iniziativa di solidarietà e di raccolta fondi per le bambine di Isla ng Bata – L’isola dei Bambini.
Qui anche l’intervista a Francesco su tag24.it, quotidiano on line di Unicusano.
